I giovani della Diocesi dall’Arcivescovo… in flash mob VIDEO

Serata di festa con Delpini per Oratorio 2020.

Magenta e Abbiategrasso, 03 Febbraio 2020 ore 12:10

I giovani della Diocesi dall’Arcivescovo… in flash mob. In Duomo oltre 6mila persone sabato hanno partecipato alla Celebrazione per Oratorio 2020. “Vi invito, ogni mattina di Quaresima, a pregare 1 minuto per la pace nel mondo, collegandovi con me sui social”, ha detto l’Arcivescovo ai giovani.

Oratorio 2020

In Duomo, sono oltre 6000 ad ascoltare l’Arcivescovo che parla di pace e della  ricchezza che è l’oratorio. Giovani, ragazzini, educatori, animatori, catechisti, allenatori, dirigenti sportivi, nonni e genitori, religiose e religiosi, seminaristi, diaconi permanenti, insieme a 300 preti che concelebrano l’Eucaristia, tra loro Vescovi, i vicari episcopali di zona, il direttore della FOM, don Stefano Guidi, il responsabile del Servizio per i Giovani e l’Università, don Marco Fusi, tanti sacerdoti impegnati  sul campo con i ragazzi, i cappellani universitari. Messa che si pone come punto di snodo di Oratorio 2020, il percorso di ripensamento e approfondimento che sta interessando le 1000 realtà diffuse capillarmente nell’intera Diocesi, attraverso il lavoro sul territorio e le due Assemblee plenarie, già realizzatesi, a Bollate e a Brugherio. Cammino che troverà la sua conclusione in occasione di una grande festa programmata per ottobre, con la riconsegna agli oratori dei progetti educativi da parte dell’Arcivescovo. Musica con  il Coro Interparrocchiale di Milano diretto dal maestro Dario La Fauci,  gioia  per l’incontro di tutti coloro che tengono vivo l’oratorio.  Un popolo fatto di competenze e di età diverse, proveniente da tutta la Diocesi, riunito nel giorno della festa liturgica di san Giovanni Bosco e nel ricordo del beato Andrea Carlo Ferrari, l’arcivescovo di Milano che, tra la fine dell’800 e i primi due decenni del secolo scorso, volle un oratorio in ogni parrocchia. In prima fila le autorità civili milanesi.

L’omelia dell’Arcivescovo

La domanda è come vivere lieti, non accontentandosi “delle banalità e dei capricci, cercando il bene, non chiudendo gli occhi sulla vita degli altri, senza guardare in faccia i poveri, i disperati, i malati, senza domandarsi il perché del male del mondo e dei disastri che minacciano il pianeta”. Nella riflessione del vescovo, la risposta. Risposta per chi la cerca, magari, “là dove si vende tutto, dove chi vuole la vita buona e felice è invitato a frequentare il settore degli ansiolitici, degli antidepressivi o degli integratori, in quel supermercato dove si può trovare di tutto, comprare, accumulare”. Ben altra la risposta cristiana: “Il dono della vita felice, eterna, buona non è una formula, ma una storia di conversione e di gratitudine, di docilità e di speranza. L’oratorio è una delle forme geniali in cui fare amicizia e cercare il senso della vita. La tradizione ambrosiana rende grazie a Dio per l’intuizione geniale e la realizzazione storica dell’oratorio come strumento educativo della comunità cristiana”. Nascono da qui le tre parole con cui sperimentare non solo la vita oratoriana, ma un’intera esistenza autentica:  Gesù, correre,  opere di misericordia. “La Fom- ha aggiunto Delpini – è uno strumento prezioso per la nostra Diocesi (un applauso sottolinea la citazione, tra gli altri, di don Luigi Bandera, definito dal Vescovo, un suo «leggendario direttore»): i nostri oratori devono essere luoghi aperti a quella Chiesa dalle Genti che vogliamo costruire. Tutti devono sentirsi benvenuti nei percorsi educativi che vengono proposti, da qualunque Paese del mondo vengano, in qualunque condizione siano, che si tratti di atleti vigorosi o di persone che fanno fatica. A tutti coloro che condividono il desiderio di essere comunità cristiana si deve dire benvenuto, costruiamo insieme il futuro”.

I giovani della Diocesi dall’Arcivescovo… in flash mob

E arriva anche l’editto: “Vorrei introdurre una speciale preghiera per la pace, perché le notizie che vengono da ogni parte del mondo sono veramente inquietanti e noi non abbiamo altra arma più preziosa della preghiera. Perciò, durante i giorni di Quaresima, che inizia domenica 1 marzo, vorrei darvi appuntamento alle 6.28 di ogni mattina. Io mi impegno – potete raggiungermi con il telefonino o sui social – per un minuto con un’intenzione di preghiera per qualche Paese o situazione. Noi cristiani siamo un popolo che raccoglie la speranza di tutto il mondo aprendo gli oratori ai popoli, ma soprattutto aprendo la sua preghiera di intercessione a tutte le lacrime e le fatiche della terra. Vi aspetto”. Poi,  sul sagrato, 700 animatori – al centro l’Arcivescovo e il sindaco – hanno dato vita a un flash mob, componendo, con la luce degli smartphone, la scritta “Oratorio 2020”, ripresa da un drone.